Iniziare dall’Alphabet(o) sbagliato? Se non lo sa Google…

Iniziare dall’Alphabet(o) sbagliato? Se non lo sa Google…

Di recente una notizia apparsa anche su quotidiani nazionali ha attratto la nostra attenzione.

 

Fondamentalmente si dava comunicazione della nascita della società ALPHABET, lanciata da Google, Inc. ma si mettevano altresì in evidenza alcune possibili contestazioni all’utilizzo del segno ALPHABET da parte di società titolari di diritti anteriori (per citarne una, la BMW, che ha il ramo di azienda che si occupa di servizi di mobilità aziendale che si chiama proprio ALPHABET). (si veda ad esempio, La Stampa)

 

Ora, non sappiamo se effettivamente ci siano state delle contestazioni legali da parte della società automobilistica o da parte di altre, né se siano in corso trattative o altro tipo di iniziative in Italia o nel mondo.

 

In questa sede, preme richiamare l’attenzione su un dato emerso anche attraverso i vari articoli che nei giorni hanno trattato l’argomento, vale a dire il fatto che il nome scelto per contraddistinguere questa nuova holding e relativa attività non fosse, per così dire, originale, e non in termini di fantasia o piacevolezza del segno ma proprio per il fatto che vi fossero già dei segni identici (incluso il nome a dominio.com) utilizzati per settori identici o affini da terzi.

 

E, ad onor del vero, già da una preliminare verifica ci si rende conto che cercando sulle banche dati degli uffici marchi disponibili on-line (e senza tenere conto di quelle dei nomi a dominio o relative alle ragioni sociali) il numero molto alto(circa 200) di marchi identici emersi certamente non è confortante e lascia dubbiosi sulla scelta del nome ALPHABET. Ad ogni modo, nel caso di specie, non possiamo se non supporre che ci siano altre situazioni ai più non note ancora in corso anche in considerazione della estrema cura e serietà della società che vi è dietro.

 

Tuttavia, l’adozione di un nome e l’uso del medesimo senza previa ricerca di disponibilità è un errore che pare comune e che in molti casi costa molto caro ai titolari dei marchi. Bisogna infatti pensare che se si adotta un segno identico o simile a quello di un concorrente per, in particolare, gli stessi prodotti e servizi, si rischia di vedere vanificato tutto il proprio lavoro proprio perché al titolare di un diritto di marchio anteriore è attribuito non solo il diritto di fare uso esclusivo del proprio marchio ma anche il diritto di escludere terzi, attraverso apposite misure, dall’utilizzo di segni successivi identici o simili.

 

In termini pratici, vi è il rischio di ricevere una contestazione (che può essere una diffida, o una opposizione  o una inibitoria o altra azione legale) e la conseguenza può essere anche quella, non solo di dover cambiare il marchio (quindi nelle etichette, sui prodotti, nella pubblicità, in tutto il materiale in genere), ma anche quello, in alcuni casi, di dovercompensare i danni subiti alla controparte.

 

L’inevitabile suggerimento è quello, prima di andare avanti con qualsiasi progetto di utilizzo di un marchio, di identificare bene il segno che si vuole utilizzare, i prodotti/servizi di interesse, i paesi in cui si intende utilizzare il segno ed effettuare una ricerca di anteriorità.

 

Certamente è possibile effettuare una prima verifica senza l’ausilio di un consulente in marchi. Tra l’altro, proprio a tale scopo abbiamo sviluppato l’App per iphone MarkLock. Riteniamo però che l’opinione di un professionista potrà invece essere indispensabile, oltre che per una valutazione legale dei risultati emersi dalla ricerca (ed è appena il caso di notare che i pareri possono variare da paese a paese proprio perché, se non altro, la giurisprudenza locale può variare), anche per fornirvi possibili alternative a seconda delle anticipazioni emerse, ad esempio:

 

1. Cambiare totalmente marchio, nei casi più ‘drammatici’.

 

2. Accordarsi con il titolare del marchio emerso, se ve ne siano gli estremi.

 

3. Modificare il marchio in maniera da evitare obiezioni.

 

4. Contestare i diritti anteriori emersi, laddove ne ricorrano gli estremi, ecc.

 

Siamo naturalmente a disposizione per ulteriori approfondimenti in relazione alla ricerca di disponibilità del marchio che desideri utilizzare e proteggere,

e chissà che un giorno non sia tu a poter impedire a Google di registrare un nuovo marchio, come successe alla imprenditore spagnolo per il marchio Nike in Spagna,

o messicano per iPhone in Messico!

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