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	<title>Registrazione marchio, informazioni marchio, difesa marchio &#124; marchiodimpresa.it &#187; Paesi Membri Unione Europea</title>
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	<description>Crediamo in te e nella tua impresa. Proteggila.</description>
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		<title>REGISTRAZIONE DEL MARCHIO A COLORI O IN BIANCO &amp; NERO? IMPLICAZIONI LEGALI.</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jun 2014 16:38:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Merico]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[EUIPO]]></category>
		<category><![CDATA[Marchi dell'Unione Europea]]></category>
		<category><![CDATA[Marchi Italiani]]></category>
		<category><![CDATA[MarchiNews]]></category>
		<category><![CDATA[Normative]]></category>
		<category><![CDATA[consigli marchi]]></category>
		<category><![CDATA[marchio comunitario]]></category>
		<category><![CDATA[Paesi Membri Unione Europea]]></category>
		<category><![CDATA[quanto costa registrare un marchio]]></category>
		<category><![CDATA[UAMI]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Una delle decisioni che deve adottare il titolare di un marchio al momento di depositare la domanda di registrazione riguarda la scelta della raffigurazione cromatica, ovvero, se procedere con il deposito del marchio a colori o in Bianco &#38; &#8230; <a href="https://www.marchiodimpresa.it/registrazione-del-marchio-a-colori-o-in-bianco-nero-implicazioni-legali/"><span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Una delle decisioni che deve adottare il titolare di un marchio al momento di depositare la domanda di registrazione riguarda la scelta della raffigurazione cromatica, ovvero, s<strong>e procedere con il deposito del marchio a colori o in Bianco &amp; Nero (B&amp;N).</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In proposito è opportuno ricordare che tale scelta, sebbene possa sembrare dettata da ragioni di mera opportunità, individua l&#8217;ambito di tutela giuridica del marchio, determinando precise implicazioni legali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ciò in quanto, al momento di comparare il marchio registrato, con il marchio del potenziale contraffattore,<strong> il colore potrà risultare determinante per configurare la confondibilità giuridica tra i marchi in comparazione.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In considerazione delle rilevanti implicazioni legali che ne conseguono, l&#8217;Ufficio del marchio comunitario (UAMI) ha recentemente pubblicato delle linee guida finalizzate ad ottenere l’applicazione di una prassi comune ed univoca in tutti i Paesi dell&#8217;Unione Europea regolando <b>l&#8217;interpretazione, la protezione  ed il valore giuridico dei marchi raffigurati in bianco e nero.</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’obiettivo è quello di garantire una prassi comune a tutti gli Uffici marchi dei 28 Paesi della UE riguardo la registrazione del marchio ed i relativi procedimenti di opposizione/cancellazione, aumentando così la trasparenza e la certezza tra gli utenti/titolari di marchio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In passato vi è stato un approccio completamente differente nei diversi Uffici Marchi Nazionali: alcuni ritenevano, compreso lo stesso UAMI, che un marchio registrato in B&amp;N proteggesse anche la variante a colori, mentre altri sostenevano, in maniera più rigorosa, che il marchio registrato in B&amp;N limitava i suoi diritti alla mera raffigurazione in bianco e nero.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La prassi comune sulla protezione del marchio in B&amp;N recentemente adottata si applica ad alcuni istituti giuridici tipici, ovvero relativamente alla <b>rivendicazione della priorità</b>, con riferimento agli <b>impedimenti relativi </b>(nell&#8217;ambito delle procedure di opposizione), nonchè ai fini della valutazione dell&#8217; <b>uso effettivo del marchio.</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>In particolare:</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>1. P</strong><b>riorità della data del marchio per successivi depositi.</b></p>
<p>Ai fini della rivendicazione della priorità,<b> </b>un marchio registrato in B&amp;N e/o in scala di grigio <span style="text-decoration: underline;">non può esser considerato</span> <span style="text-decoration: underline;">identico</span> alla stessa versione a colori. Tuttavia, i segni saranno considerati identici laddove le differenze nei colori o il contrasto<b> </b>nelle tonalità risultano insignificanti, ovvero tali da passar inosservate al consumatore medio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Pertanto, se si deposita un marchio in B&amp;N e successivamente si desidera utilizzare tale marchio come base per un successivo deposito estero avvalendosi dei 6 mesi di priorità, il secondo marchio dovrà essere in B&amp;N</b>, <b>altrimenti non sarà possibile beneficiare della data di priorità del primo deposito.</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>2. Comparazione legale tra marchi</b></p>
<p>Ai fini dell’individuazione degli impedimenti relativi alla registrazione in caso di opposizione, un marchio anteriore registrato in  B&amp;N e/o in scala di grigio <strong>non sarà considerato identico</strong> alla versione del marchio a colori depositato successivamente. Tutto ciò, a meno che le differenze nei colori o il contrasto<b> </b>nelle tonalità non risultino insignificanti, ovvero tali da passar inosservate al consumatore medio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Pertanto, se il marchio posto alla base della opposizione è in B&amp;N ed il marchio opposto consiste in una copia dei tratti figurativi del primo ma è raffigurato a colori, i marchi non saranno considerati identici sotto il profilo giuridico.</b> <b>Tale implicazione può risultare decisiva ai fini dell&#8217;esito della opposizione, sopratutto nel caso in cui i marchi in comparazione si riferiscano a prodotti/servizi non identici.</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>3. </strong> <b>Uso effettivo del marchio nel mercato</b></p>
<p><b></b> Ai fini dell’individuazione dei criteri per l’uso effettivo del marchio nell&#8217;ambito di una opposizione/cancellazione, la prassi comune precisa che l’uso del marchio a colori, seppur registrato in B&amp;N, è ritenuto valido se il cambiamento del colore non va ad alterare il suo carattere distintivo e vengono rispettati i seguenti requisiti:</p>
<ul>
<li>la parola/elementi figurativi coincidono e sono i principali elementi distintivi;</li>
<li>il contrasto di colori è rispettato;</li>
<li>il colore o la combinazione di colori non possiede in sé un carattere distintivo;</li>
<li>il colore non è uno dei principali contribuenti al carattere distintivo globale del marchio.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Pertanto, qualora il marchio venga originariamente depositato B&amp;N e successivamente il titolare del marchio ne faccia uso a colori, alterando il contrasto tra i colori, ovvero il colore o la combinazione di colori qualora siano distintivi, potrebbe rischiare di vedersi cancellata la registrazione per non uso.</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Alla luce di ciò ed in virtù delle predette disposizioni, l’UAMI ha deciso di applicare tale prassi comune retroattivamente a tutte le domande di marchio pendenti ed ai procedimenti in corso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’UAMI, dunque, ritiene che la prassi comune sarà utile ad uniformare il diritto in materia di marchi tra i 28 Paesi dell&#8217;Unione Europea, nonchè a migliorare la fruibilità degli utenti/titolari di marchi d’impresa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per maggiori informazioni:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://oami.europa.eu/tunnel-web/secure/webdav/guest/document_library/contentPdfs/about_ohim/who_we_are/common_communication/common_communication_4/common_communication4_it.pdf" target="_blank"><i>Comunicazione dell&#8217;UAMI sulla prassi comune relativa all&#8217;ambito di protezione dei marchi in bianco e nero</i></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Studio sull&#8217;impatto dei marchi nella economia della UE</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Oct 2013 18:38:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[EUIPO]]></category>
		<category><![CDATA[Marchi dell'Unione Europea]]></category>
		<category><![CDATA[MarchiNews]]></category>
		<category><![CDATA[diritti di priprietà industriale]]></category>
		<category><![CDATA[marchio comunitario]]></category>
		<category><![CDATA[Paesi Membri Unione Europea]]></category>
		<category><![CDATA[UAMI]]></category>
		<category><![CDATA[valore del marchio]]></category>

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		<description><![CDATA[La Commissione Europea ha pubblicato uno studio elaborato dall’UAMI e dall’Ufficio Europeo dei Brevetti dal titolo &#8220;Intellectual Property Rights intensive industries: Contribution to economic performance and employment in Europe&#8221; volto ad analizzare l&#8217;impatto dei Diritti della Proprietà Intellettuale sull’economia europea, &#8230; <a href="https://www.marchiodimpresa.it/studio-sullimpatto-dei-marchi-nella-economia-della-ue/"><span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La Commissione Europea ha pubblicato uno studio elaborato dall’UAMI e dall’Ufficio Europeo dei Brevetti dal titolo &#8220;<b>Intellectual Property Rights intensive industries: Contribution to economic performance and employment in Europe</b>&#8221; volto ad analizzare l&#8217;impatto dei Diritti della Proprietà Intellettuale sull’economia europea, con particolare riferimento alla industrie ad alto contenuti di diritti di Proprietà intellettuale: brevetti, marchi, disegni, diritti d’autore e indicazioni geografiche.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lo studio rivela che circa il <strong>39% di tutte le attività economiche nella EU</strong> (che generano un fatturato di circa 4,7 trilioni di Euro) è prodotta da industrie ad alta intensità nella proprietà intellettuale. Tali industrie hanno prodotti il 26% dell&#8217;intera occupazione nella UE durante il periodo 2008-2010, con circa il 21% è rappresentato da industrie ad alta intensità di diritti di marchio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lo studio ha inoltre confermato che mentre il <strong>26% della occupazione complessiva della UE</strong> (56 milioni di posti di lavoro) sono generati direttamente da tali industrie, è necessario tenere conto di un ulteriore 9% generato dall&#8217;indotto di tali industrie. Lo studio ha inoltre dimostrato che nelle industrie ad alta intensità di diritti di proprietà intellettuale i salari sono in media più alti, con incentivi che arrivano fino ad un 40% in più. Ciò si spiega con il fatto che il valore aggiunto dei lavoratori9 di tali industrie è maggiore rispetto alle altre.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per quanto riguarda specificamente le<strong> industrie ad alta intensità di diritti di marchio</strong>, lo studio rivela che l&#8217;occupazione in tale settore ammonta a <strong>63 Milionio di persone</strong>, ci cui circa 45 milioni di occupazione diretta e circa 17 milioni di occupazione indiretta. Ed ancora, il Prodotto Interno Lordo generato da tali industrie è pari ad <strong>4,163,527 Milioni di Euro</strong>, pari al 33.9% dell&#8217;intero PIL della UE.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lo studio dimostra, infine, che circa il <strong>90% delle esportazioni della Unione europea</strong> sono generate da industrie ad alta intensità di diritti di proprietà intellettuale, di cui il 75,5% è generato dalle industre ad alta intensità di diritti di marchio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Maggiori informazioni:</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a title="LInk to European Commission study" href="http://www.europeantrademark.it/Files/intellectual_propery_rights_intensive_industries_study_epo_ohim.pdf" target="_blank" class="broken_link">Sommario dello studio <b>“Intellectual Property Rights intensive industries&#8221; </b>(in inglese)</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a title="Link to European Commission website" href="http://ec.europa.eu/internal_market/intellectual-property/studies/index_en.htm" target="_blank" class="broken_link">Related European Commission webpage</a></p>
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		<title>Pubblicato il rapporto 2012 dell&#8217;UAMI</title>
		<link>https://www.marchiodimpresa.it/rapporto-uami-2012/</link>
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		<pubDate>Sat, 10 Aug 2013 08:42:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[EUIPO]]></category>
		<category><![CDATA[Marchi dell'Unione Europea]]></category>
		<category><![CDATA[MarchiNews]]></category>
		<category><![CDATA[marchio comunitario]]></category>
		<category><![CDATA[Paesi Membri Unione Europea]]></category>
		<category><![CDATA[statistiche]]></category>
		<category><![CDATA[UAMI]]></category>

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		<description><![CDATA[L’UAMI (Ufficio per l’Armonizzazione del Mercato Interno) ha recentemente pubblicato il Rapporto Annuale 2012, nel quale presenta informazioni e sviluppi relativi alla propria attività. Il Rapporto segnala che il numero di domande di marchio comunitario depositate nel 2012 ammonta a &#8230; <a href="https://www.marchiodimpresa.it/rapporto-uami-2012/"><span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L’UAMI (Ufficio per l’Armonizzazione del Mercato Interno) ha recentemente pubblicato il Rapporto Annuale 2012, nel quale presenta informazioni e sviluppi relativi alla propria attività. Il Rapporto segnala che <b>il numero di domande di marchio comunitario depositate nel 2012 ammonta a 107.927</b>, pari ad un incremento dell’1,9% rispetto al 2011. Sebbene non appaia particolarmente consistente se confrontato con l’11,4% e il 7,7% registrati, rispettivamente, nel 2010 e nel 2011, questo tasso di crescita è comunque discreto se si considera la crisi economica che imperversa in Europa. Il numero di <b>opposizioni</b> depositate contro marchi comunitari è stato di 16.634, sostanzialmente stabile rispetto al 2010 e al 2011. Le domande di <b>annullamento</b> di marchi comunitari sono state 1262, con un incremento di 163.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Rapporto illustra anche  gli sviluppi della “Rete europea dei marchi e dei disegni e modelli”, una rete diretta a conseguire una convergenza di prassi tra gli uffici dei diversi paesi membri dell’Unione europea, rafforzando la certezza del diritto e riducendo i costi di transazione per gli utenti. I due progetti principali promossi dalla Rete sono il Fondo di Cooperazione, dedicato alla creazione di strumenti comuni per gli uffici proprietà intellettuale dell’UE, e il Programma di Convergenza, diretto ad incentivare l’armonizzazione volontaria delle prassi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel documento viene trattata anche l’attività dell’<em>Osservatorio europeo</em> sulle violazioni dei diritti di proprietà intellettuale, trasferito presso l’UAMI il 5 giugno 2012. Sotto questo profilo, meritano di essere evidenziati due strumenti in fase di sviluppo:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8211; <b>COPIS </b>(<em>anti-Counterfeit and anti-Piracy Information System</em>), un sistema elettronico per lo scambio di informazioni tra autorità doganali, al quale verrà abbinato un sistema comune per l’invio di domande di intervento doganale da parte dei titolari di diritti di proprietà intellettuale;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8211; <b>Archivio Centrale delle Statistiche</b>, incaricato di raccogliere, analizzare e presentare dati sulla contraffazione e la pirateria nell’Unione europea.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per visualizzare il rapporto: <a href="http://oami.europa.eu/Annual_report_2012/OHIM/pdf/AnnualReport_2012_EN.pdf" class="broken_link">http://oami.europa.eu/Annual_report_2012/OHIM/pdf/AnnualReport_2012_EN.pdf</a></p>
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		<item>
		<title>La Croazia nell&#8217;Unione Europea e nel sistema del marchio comunitario</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Jul 2013 11:08:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Merico]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[EUIPO]]></category>
		<category><![CDATA[Marchi dell'Unione Europea]]></category>
		<category><![CDATA[MarchiNews]]></category>
		<category><![CDATA[Croazia]]></category>
		<category><![CDATA[marchio comunitario]]></category>
		<category><![CDATA[Paesi Membri Unione Europea]]></category>
		<category><![CDATA[Regolamento del Consiglio CE 207/2009]]></category>

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		<description><![CDATA[A seguito dell’adesione della Croazia nell&#8217;Unione Europea avvenuta il 1° luglio 2013, i marchi ed i disegni comunitari già depositati presso l&#8217;UAMI saranno automaticamente estesi a questo Paese senza alcune spesa aggiuntiva per i rispettivi titolari. Ciò è previsto dall&#8217;art. &#8230; <a href="https://www.marchiodimpresa.it/la-croazia-nellunione-europea-e-nel-sistema-del-marchio-comunitario/"><span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>A seguito dell’adesione della Croazia nell&#8217;Unione Europea avvenuta il 1° luglio 2013, i marchi ed i disegni comunitari già depositati presso l&#8217;UAMI saranno automaticamente estesi a questo Paese senza alcune spesa aggiuntiva per i rispettivi titolari.</p>
<p>Ciò è previsto dall&#8217;art. 165 del Regolamento del Consiglio (CE) 207/2009 il quale, tra l&#8217;altro, prevede la possibilità per i titolari dei marchi in Croazia di opporsi alle registrazioni dei marchi comunitari a condizione che i diritti anteriori siano stati registrati, richiesti o aquisiti in Croazia prima della rispettiva adesione all&#8217;UE (ovvero, prima del 1° luglio 2013) e sempre che non siano stati acquisiti in mala fede.</p>
<p>Viene così garantito il carattere unitario del sistema del marchio comunitario il quale resta valido per tutti i Paesi dell&#8217;Unione Europea, restando invece vietato nel territorio della Croazia qualora esista valido diritto anteirore.</p>
<p>Infine, a far data dal 1° luglio 2013 tutte le nuove domande di marchio comunitario saranno valide per tutti i 28 Membri della Unione Europea, ovvero, per i seguenti: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta , Paesi bassi, Polonia , Portogallo, Regno Unito, Repubblica ceca, Repubblica slovacca, Romania, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria.</p>
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